Tra noci, pietre e fili d’erba, alla scoperta della biodiversità

Bagnato due volte Book Cover Bagnato due volte
Sumero (Claudio) Lira
narrativa per ragazzi
Neotenia
2015
brossura con carta patinata
62

Tra le molte e bellissime proposte che offre il mondo dell’editoria per l’infanzia mi piace segnalare, in questo breve articolo, Bagnato due volte, di Sumero Lira, un giovane ingegnere dell’automazione che, dal 2005, è impegnato nello sviluppo, attraverso giochi manuali e intellettuali, del progetto educativo Neotenia. Neotenia, che ora è una società vera e propria e anche una promettente casa editrice, ha come obiettivo lo sviluppo delle naturali attitudini dei ragazzi, lo stimolo delle loro capacità e la promozione delle life skills (le competenze utili nella vita quotidiana).

Bagnato due volte racconta le avventure di Lembo, un collembolo esploratore (un artropode – “a colpo d’occhio si potrebbe dire che i collemboli siano insetti: sono parenti molto stretti in effetti […] ma si tratta di una categoria a parte” – spiega Sumero nelle prime righe), un simpatico avventuriero, e della sua amica Goccia, un bruco, per la quale Lembo costruisce di continuo giocattoli e strumenti su cui lei si possa muovere con agilità e con cui possa divertirsi.

L’originalità di questo libriccino sta soprattutto nelle belle fotografie, delle affascinanti macro di elementi naturali che, plasmati e ricostruiti con creatività, riproducono forme, strutture e figure del mondo animale. Il tema è quello dell’invenzione, il proposito è quello di stimolare il bambino, di lasciare libera la fantasia provando, invece, a incanalare le conoscenze a disposizione, focalizzando le proprie energie sull’attenzione necessaria a inventare nuovi oggetti, a progettare strumenti utili, sempre nel rispetto dell’ambiente e di tutte le forme di vita che ci circondano.

L’idea è molto divertente e di questi tempi, quando i libri educativi un po’ “green” vanno tanto di moda, funziona davvero: le invenzioni del protagonista si possono davvero realizzare. Come spiega bene Sumero sul suo sito: “Il concetto di invenzione viene presentato in un contesto di riscoperta: non si propongono macchine fantascientifiche come astronavi o teletrasporti, ma congegni alla portata anche pratica di un bambino, come barchette, nodi, carrucole in materiali estremamente semplici e reperibili, che per i piccoli protagonisti sono però grandi scoperte. L’idea è di incanalare lo stimolo fornito dal libro verso attività pratiche, coerenti col sogno di costruire con le proprie mani cose sempre più complesse”.

Niente viaggi nei mondi fantastici dunque, ma l’uso della fantasia al servizio della praticità. Imparare a convogliare idee e creatività in un’attività intelligente che stimoli e incuriosisca il bambino. La storia raccontata da Sumero è semplice, gli animali e la natura sono i protagonisti di una favola che ricorda, non a caso, la tradizione classica (da Esopo a Perrault), con prove da superare e obiettivi da conquistare.

Questo libro è anche, però, uno sguardo attento sul presente, sul mondo che ci circonda, sulla preziosità delle risorse naturali e sull’importanza della tutela dell’ambiente. La collana Storie di piccole cose, che si inaugura appunto con questo breve volumetto, sembra voler proporre un ritorno alla semplicità e costituisce un proposito educativo mirato al contatto con il mondo reale, al rispetto della natura e alla conoscenza della biodiversità, con cui ogni bambino deve imparare, sin da subito, a convivere e a confrontarsi.

Un curioso appunto finale: tra i crediti iniziali Sumero ringrazia i suoi collaboratori e, in particolare, un “assistente alle chiocciole”… leggere per credere!