Tra noci, pietre e fili d’erba, alla scoperta della biodiversità

Bagnato due volte racconta le avventure di Lembo, un collembolo esploratore (un artropode – “a colpo d’occhio si potrebbe dire che i collemboli siano insetti: sono parenti molto stretti in effetti […] ma si tratta di una categoria a parte”), un simpatico avventuriero, e della sua amica Goccia, un bruco, per la quale Lembo costruisce di continuo giocattoli e strumenti su cui lei si possa muovere con agilità e con cui possa divertirsi. Continua a leggere

V come Vonnegut

Ho terminato da pochissimo Madre notte, quello che per ora è l’ unico libro che ho letto dello statunitense Kurt Vonnegut. Ho scoperto questo scrittore grazie ad alcuni amici e troverà certamente sempre più spazio tra le mie future scorribande letterarie nel nord America. Continua a leggere

El viejo y el río

lario Morales, un uomo sulla settantina “basco di nascita ma entrerriano d’adozione”, vive nella soffitta della sua casa, inondata al piano terra dal fiume che attraversa il paesino argentino di Río Sauce. Mentre i vicini traslocano, lui rimane lì, perché così ha voluto il fiume, dice, e quindi non c’è motivo di andarsene. Continua a leggere

La moglie perfetta o i mariti imperfetti? L’ultima indagine del commissario Balistreri

Chi ha divorato, come la sottoscritta, la “Trilogia del Male” (Tu sei il male, Il male non dimentica, Alle radici del male, tutti pubblicati da Marsilio tra il 2011 e il 2014), non avrà certamente esitato, di fronte agli imponenti cartelli pubblicitari che hanno tappezzato le città (perlomeno la mia, Milano), a correre in libreria per avere tra le mani al più presto il quarto volume. Continua a leggere

Senza diritti per il futuro, senza doveri per il presente, senza maturità

Pensiamo alle categorie di pensiero che abbiamo sviluppato attorno al tema delle generazioni della vita umana e al rapporto che intercorre tra di loro. Per Gustavo Zagrebelsky è una delle grandi questioni universali infarcita di luoghi comuni. Il costituzionalista, nel suo ultimo saggio Senza adulti, sostiene che sia solo un fatto culturale il nostro dividere il ciclo vitale per generazioni.
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