Dove il fiume scorre veloce

Run River Book Cover Run River
Joan Didion
Il Saggiatore
2016
325

 

Run River mi ha accompagnato nella mia vacanza spagnola itinerante. L’ho letto in spiaggia, in macchina, in tenda, e l’ho finito l’ultimo giorno sui Pirenei. Mi sembra di essere stata anche un po’ in California, quindi, questa estate. Run River è un romanzo di Joan Didion edito dal Saggiatore, e racconta la storia di Lily ed Everett, del loro incontro, del loro amore. Della distanza che nasce quando più si è vicini.

Agosto 1959, Lily sente uno sparo dalla sua camera. È l’una di notte e lei non ne è stupita. La narrazione si muove a ritroso, mostrandoci il pomeriggio e i mesi precedenti, in poche pagine: è il primo capitolo. Il secondo e il terzo si svolgono sul molo dove si trova Everett con la pistola e dove, raggiunto da Lily, finalmente li conosciamo insieme. Questo è l’incipit di Run River, e l’epilogo del ventennio che il romanzo ci racconta: 1938-1959.

Il fiume del titolo è testimone attivo della storia dei protagonisti. Una storia individuale, anzitutto, quella delle rispettive famiglie: la famiglia Knight, con il ranch e la carriera politica del padre di Lily, e la famiglia McClellan con la sua produzione di luppolo. Run River si prende il tempo necessario per mostrare al lettore le due realtà domestiche, per raccontare come Lily ed Everett vi appartengono, e si distinguono. E per intrecciare dolorosamente le loro vite con quella del corso d’acqua senza nome, che porta via tanto quanto concede.

Il ventennio è raccontato con una riuscita e studiata alternanza di punti di vista. Appena si comincia a provare una certa affezione per la solitudine autoinflitta di Lily si viene trascinati nell’adolescenza rubata di Everett. Quando il suo pragmatismo pare l’unica via possibile è la delicatezza fine di Lily a ristabilire l’ordine. Il risultato è la fotografia di una coppia dove le frizioni – per quanto gravi – scivolano in penombra, a favore di una messa a fuoco sorprendente su quell’instabile ordine interno che solo un sentimento sincero può garantire.

Accanto a quel che si legge bisogna anche considerare quel che rimane. Run River, in questo senso, lascia smarriti. Lo smarrimento nasce dall’impossibilità, a fine lettura, di esprimere un giudizio netto sulle azioni dei protagonisti. Di fronte all’insofferenza non giustificata di Lily, all’insensibilità distratta di Everett, di fronte al tradimento e all’omicidio, quel che si prova è una dolorosa comprensione. La comprensione per chi viene travolto, incosciente, dall’inevitabilità della vita.